Antonio Aiazzi – Linea Gialla

Autore: Antonio Aiazzi

Etichetta: Contempo Records

Genere: Electronic

15,0070,00

Piano-music, electronics e field-recordings: il sorprendente orizzonte musicale del primo disco solista di Antonio Aiazzi, storico tastierista dei Litfiba.
Edizione in vinile nero, cd e vinile limitato in vinile giallo trasparente con un esclusivo inserto dell’artista Clet.

LINEA GIALLA è il primo disco solista di Antonio Aiazzi, fondatore dei Litfiba, creatore della colonna sonora de L’Eneide di Krypton nel 1983, compositore di colonne sonore per cinema e teatro sia da solo che con i Beau Geste, anima pul-sante di mille altri progetti musicali e teatrali, ultimo in ordine di tempo lo spettacolo live che ripercorre la carriera di Gianni Maroccolo “Nulla è andato perso”, pubblicato in triplo LP e doppio CD da Contempo.LINEA GIALLA è una raccolta di suoni che vivono in quell’area grigia dove mu-sica elettronica e musica concreta si mischiano e si completano a vicenda. E’ un viaggio nei suoni e negli ambienti che ci circondano. E’ un modo diverso di “sentire” Firenze.
All’interno del disco troverete anche le coordinate per andare ad ascoltare dal vivo gli ambienti che sono la spina dorsale del disco, in un viaggio accompag-nato dai suoni che Antonio ha creato per questo piccolo capolavoro.
Track List:
7:20
Tramvia
SMN Giro Stanco
Escalator

Babele
Caverna
Il Falco Meccanico
Passo (Passo del Morto)

“Il religioso silenzio di quando si ascoltava un disco è morto.
L’ascolto musicale è sempre più contaminato dall’ambiente che lo circonda. Probabilmente assuefatti a questa interferenza costante che modifica di continuo il nostro ascolto, non ci rendiamo più nemmeno conto dell’alterazione e della trasformazione della musica. Come se avessimo abituato l’occhio ad eliminare un colore.
Tutte le volte che mi trovo in uno studio di registrazione, dove ancora resiste il culto del suono, ho sempre il riflesso di pensare al fruitore finale che ascolterà questo stesso brano. Con quali strumenti ascolterà questa stessa musica? L’ascolterà in strada con delle cuffiette da 10 euro immerso nel traffico cittadino?
Certe volte mi sembra davvero tutto un paradosso.
Ma se fosse il contrario? Se la concezione del suono nell’ascolto (musica e rumore) fosse in un certo senso considerata in modo diverso? Una mattina mentre facevo colazione ad un tavolino in fondo ad un bar, mi sono di colpo reso conto che il fastidioso frastuono di tazzine, gente che rideva, ordinazioni, insomma tutto il bazar sonoro che mi circondava aveva un senso… un andamento… un moto… un significato… una sua logica. Mi sono messo a registrare questo momento per poi riascoltarlo e montarlo su una traccia audio al computer. Poi ho cominciato a stendere sopra della musica senza sapere bene dove stavo andando e cosa stavo facendo. Ma facendo anche comandare un po’ quel piccolo caos.”
(Antonio Aiazzi)

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